Carta, penna e calamaio: sopravvivere senza tecnologia

Posted on

Senza tecnologiaSopravvivere senza tecnologia… si può

Quest’anno ho trascorso le mie vacanze fuori Italia, era un po’ che non uscivo dal Belpaese, che non visitavo città straniere, che non entravo in contatto con culture diverse.
Quando si va all’estero, è saggio limitare l’uso del cellulare, pena una bolletta da salasso a causa del roaming, di conseguenza prima di partire ho impostato sulla mia mailbox l’ “Out of office reply”, la risposta automatica che avvisa chi ti scrive che tu sei fuori ufficio dal…al…, e ci ho aggiunto che il mio accesso alla casella di posta sarebbe stato molto limitato, per cui alle email avrei risposto appena possibile.
Contavo sul fatto che ormai sempre più spesso, tra i servizi che vengono offerti dalle strutture vacanziere o dai comuni delle città, c’è anche il free wi-fi e io non stavo andando in un posto sperduto ma in Germania…vuoi che in un Paese come la Germania non ci siano zone di connettività gratuita??
Infatti, arrivati all’appartamento che avevamo affittato, questo servizio era a disposizione degli ospiti: va da sé che ne ho approfittato immediatamente!
Tuttavia, dopo qualche connessione, mi sono resa conto che la linea internet era lentissima, per scaricare le email ci impiegava una vita e nelle ore serali la connessione saltava come un grillo, così come i miei nervi. Pensavo: “bè, sicuramente sarà diverso in una città un po’ più grande”.
No, non lo è. In Foresta Nera non ci sono zone con il free wi-fi, nemmeno in città come Baden-Baden e Friburgo: se vai a passeggiare nei boschi ti devi godere quello che ti circonda, se vai a visitare le città la tua attenzione la rivolgi ai monumenti…che senso ha girare con gli occhi incollati al display dello smartphone?

Dopo il primo momento di panico (oddio!! mi scriverà qualcuno, qualche potenziale cliente, io non potrò rispondere, penserà che non ne voglio sapere!!) ho fatto un bel respiro, nutrito i miei polmoni di aria fresca e purissima e ho valutato la gravità della situazione. Che non esisteva. Cioè, non c’era nulla di grave. Ma proprio nulla. Scriverà qualcuno? Benissimo, saprà che l’ufficio è chiuso (come il 90% degli uffici italiani nel mese di Agosto) e che risponderò al mio rientro. Social Media? Avevo preimpostato una programmazione molto semplice di alcuni post con Hootsuite, potevano sopravvivere anche senza la mia presenza costante, di certo le loro azioni in borsa non avrebbero perso valore per colpa mia.
Fatte queste considerazioni, ho iniziato veramente la mia vacanza. Disconnessa dal mondo, connessa con la natura. Immersa in un silenzio assoluto, assordante. E il mio cervello ha iniziato a carburare, libero da “obblighi” quotidiani, riossigenato, ha cominciato a mandarmi “segnali di fumo” con nuove idee, spunti, ispirazioni. Meglio prendere nota di tutto, man mano che arrivano i “segnali”, per non rischiare di dimenticarli…ma non su Evernote, strumento peraltro utilissimo, ma ormai ero in modalità “disintossicazione tecnologica” . Ho preso un blocchetto e una penna (inchiostro blu, mio preferito), come un perfetto Tenente Colombo, e ho scritto i miei appunti.
La biro che scorre sulla carta, il blu sul bianco, gli errori e le correzioni ben evidenti sul foglio… che bella sensazione, soprattutto una sensazione che, ho capito, mi mancava e non me ne ero resa conto.
Io amo la carta mi piace sentirla tra le mani, la sua consistenza, il profumo che ha: nonostante sia una fervente sostenitrice e praticante dello shopping online, i libri sono tra le cose che proprio non riesco ad acquistare su internet, perché mi piace troppo averli tra le mani, rigirarli, guardare la copertina, far scorrere le pagine. E amo le penne, ne faccio collezione, sono il mio gadget preferito.
E poi, che meraviglia girare per le città senza sentire gente che parla a voce alta al cellulare, suonerie in stile vuvuzela, senza vedere adolescenti che si “parlano” attraverso dei tasti; bellissimo ascoltare la gente che comunica con la voce, con gli occhi, con i gesti.

Io adoro l’Italia, mi sento Italiana dalla punta dei capelli a quella dei piedi, sono consapevole delle “caratteristiche” che ci contraddistinguono all’estero e che gli stranieri trovano anche piacevoli, ma se c’è una cosa che non sopporto e della quale mi vergogno, sono quella rappresentanza di Italiani incollati allo smartphone, quelli che sono in vacanza con la famiglia… che sta a qualche metro di distanza mentre loro parlano di lavoro al telefono e ci tengono che lo sappia chiunque stia nelle vicinanze, per cui il tono di voce è dovutamente di un’ottava sopra il normale. Non posso fare a meno di chiedermi che giovamento possono trarre dal non scollegare mai il cervello, dall’essere continuamente “sul pezzo”: dopo l’esperienza di quest’anno, fatta direttamente sulla mia pelle, mi sento di affermare che è fondamentale tagliare il cordone ombelicale con la propria attività per certi periodi e assaporare la libertà di essere sconnessi (e se te lo dice una che fa una professione nata proprio grazie alla tecnologia…).
Ci guadagneranno tutti: la famiglia che finalmente può contare sulla tua presenza non solo fisica ma anche mentale, il tuo business perché tornerai con tante nuove idee (anche per i tuoi clienti), i tuoi collaboratori/dipendenti perché non ce n’è come avere un capo rilassato e riposato e soprattutto tu stesso e la qualità della tua vita. Dici poco?
Non è facile, è vero, dopo mesi passati a gestire email, account social, clienti, fornitori, riunioni, appuntamenti (ma cosa aspetti a prenderti un’assistente virtuale??), dare un taglio netto di colpo a tutti gli impegni…ma certamente non è impossibile. E poi, quando ti svegli e ti trovi davanti qualcosa del genere:

no tecnologia
In tutta sincerità, vuoi dirmi che voglia ti viene di pensare al lavoro???

Susanna

Susanna

Assistente Virtuale at Active & Virtual
Dopo una pluriennale esperienza come Executive/Personal Assistant e un licenziamento ho deciso che era arrivato il momento dei grandi cambiamenti: sono diventata Assistente Virtuale, una professione che ho creato su misura per me.
Susanna

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Top