Insidie del lavoro da remoto: se le conosci, le eviti

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Lavoro da remotoIl lavoro da remoto comporta anche dei rischi: l’avresti mai detto?

Avevo già parlato in questo post precedente degli svantaggi del lavoro da remoto, ma comincio a pensare che possa essere anche rischioso.

Il lavoro da remoto non è per tutti. Sia ben chiaro, non sto parlando di incompetenza, ma di carattere; lavorare a casa, da soli, quando fino al giorno prima hai lavorato in mezzo alla gente è qualcosa al quale bisogna abituarsi, c’è chi ci riesce, chi no. E’ uno dei motivi per cui i centri di co-working stanno avendo così tanto successo: sono la giusta via di mezzo per chi vuole lavorare online senza temere di solitudine.

Un handicap è la noia. Ebbene sì, anche chi lavora da casa non ne è immune. Come succede per chi si reca in ufficio, anche per chi lavora da remoto il lunedì può essere traumatico -ma anche il martedì o il mercoledì ecc.- insomma ci può essere quel giorno in cui non hai proprio voglia di metterti al PC, magari perché fuori c’è una bella giornata e preferiresti dedicarti al giardinaggio. Il dovere però incombe e ti imponi di accendere la “macchina infernale” per lavorare, ma ogni scusa è buona per procrastinare: vai a visitare quel sito di cui ti hanno parlato, cerchi una ricetta da provare a cena, fai acquisti online di cose che improvvisamente sono diventate urgenti e non puoi più farne a meno. Tenti in tutti i modi di tenerti sveglia, perché in queste situazioni il colpo di sonno è dietro l’angolo, soprattutto dopo il pranzo. E il dramma è che non ci sarà un capo che rischia di scoprirti!

Tempo fa ho seguito una serie di webinar dove venivano intervistati professionisti del web, esperti di marketing, tools, bloggers, scrittori di ebook, varia umanità con un minimo comune denominatore: tutti svolgevano il lavoro da remoto. Ho scoperto che ognuno ha il proprio metodo per ovviare all’ inconveniente del colpo di sonno: c’è chi lavora in piedi, come se suonasse la tastiera di un harmonium, c’è chi segue un’alimentazione particolare, come la Paleodieta, secondo la quale si dovrebbero mangiare gli stessi alimenti che si trovavano in natura nel Paleolitico, prima dello sviluppo dell’agricoltura (proteine, grassi, pochissimi carboidrati); in questo modo, sosteneva il paleo-adepto, la digestione è agevolata, tutto l’apparato lavora meglio e non c’è pericolo di tracolli pomeridiani.

Questa cosa mi aveva lasciata piuttosto perplessa: per me è una questione di buon senso, è ovvio che, sapendo di dover lavorare, un piatto di pizzoccheri è piuttosto sconsigliato, e non vedo la necessità di tornare all’alimentazione paleolitica. Ma tant’è…il mondo del web è bello perché è vario.

Un altro aspetto che può essere critico, soprattutto per una donna e soprattutto se fa l’Assistente Virtuale, è l’abbigliamento. Perché? Perchè per lavorare da remoto non è indispensabile mettersi il tailleur tutti i giorni…quindi si opta per un abbigliamento più comodo: una tuta, leggins e felpa, T-shirt  e pantaloncini, ecc. (voglio sperare che nessuno rimanga in pigiama!!).

Ma quando bisogna uscire? Ed intendo uscire per un appuntamento di lavoro? Non è una cosa che capita tutti i giorni, anzi succede raramente. Ma succede. E quando devi vestirti, dopo mesi che non hai più la preoccupazione di scegliere i capi, abbinare i colori e gli accessori, scopri che il contenuto del tuo armadio, nel frattempo, è diventato vintage: quel modello non è più attuale, quel colore è ormai passato, quell’accessorio non si abbina più. E la stessa cosa vale per i trucchi: il mascara è secco quanto il deserto, i rossetti hanno cambiato colore, le punte delle matite sono ricoperte di quella patina bianca poco attraente. Hai presente quanto può essere traumatico tutto ciò per una donna?

Last but not least, i problemi posturali. In effetti, è stato proprio il motivo che ha dato origine a questo post.

Poco tempo fa ho avuto un serio problema dovuto proprio ad una postura di lavoro scorretta che mi ha causato una “sindrome da schiacciamento toracico”, in pratica a causa di spalle e cervicale completamente contratte si è infiammato il plesso brachiale. Risultato: braccio destro fuori uso, 15 notti insonni per il dolore, un mese e mezzo di cure fisioterapiche, impossibilità di lavorare (sia per il dolore che per le notti insonni), tunnel carpale in odor di operazione.

E se non puoi lavorare che fai? Pensi, fai meditazione, elabori dei progetti, tiri delle conclusioni, e quando tutto si risolve, o meglio, quando riesci nuovamente a schiacciare i tasti del computer, scrivi un post!

Il lavoro da remoto richiede una certa dose di autodisciplina non solo per bilanciare il proprio tempo tra lavoro e impegni personali, ma anche per il proprio benessere fisico.

Non è salutare rimanere per ore davanti al PC senza fare pause,  si possono fare ad esempio degli esercizi da eseguire direttamente sulla sedia come spiega la mia collega Marzia in questo post.

Ma meglio ancora sarebbe fare dello sport o comunque dell’attività fisica che ti porta a stare lontano dal video, in mezzo alla gente, visto che per la gran parte della giornata non ci stai: questo ti evita di trasformarti in eremita, ti ossigena la mente e rigenera il cervello.

Di sicuro ci guadagni tu in salute, ma anche il tuo lavoro e di conseguenza i tuoi clienti.

Tu che cosa fai per recuperare le “forze cerebrali” ? Yoga? Nordic walking? Zumba??

Susanna

Susanna

Assistente Virtuale at Active & Virtual
Dopo una pluriennale esperienza come Executive/Personal Assistant e un licenziamento ho deciso che era arrivato il momento dei grandi cambiamenti: sono diventata Assistente Virtuale, una professione che ho creato su misura per me.
Susanna

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