L’avvocato 2.0? Esiste!

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2.0
Avvocato 2.0: sembra un ossimoro…macchè, c’è davvero!

Diciamo la verità, in Italia la figura dell’avvocato è considerata molto poco…all’avanguardia. Gli avvocati, così come i notai, sono legati a quel mondo che è l’indiscutibile regno dello stallo, delle lungaggini, della lentezza, dei sistemi vecchi e obsoleti, dei fiscalismi inutili: la burocrazia.

Va da sé che, pensando a questi professionisti, non viene certo in mente di coniare termini come digitale, social, tecnologia…figuriamoci virtuale!

Eppure, con mia grande nonché piacevole sorpresa, ho scoperto che l’avvocato 2.0 non è un soggetto utopistico, ma esiste, in carne ed ossa.

E com’è? Cos’ha di diverso dagli altri?

Apparentemente nulla, manda avanti il suo studio con i suoi dipendenti che si occupano di gestire le normali attività legate all’avvocatura ma…un avvocato può avere anche altre occupazioni al di fuori dello studio che lo coinvolgono in prima persona: può essere un docente universitario, un coach, può essere membro di associazioni di categoria o occuparne una carica più importante…insomma non sta scritto da nessuna parte che un avvocato è solo studio-tribunale-casa.

Già, mi chiederai, ma perché lo definisci 2.0? Perché fa anche altri lavori ??

No, assolutamente! L’avvocato 2.0 non è tale perché segue altre attività,  né perché usa gli strumenti tecnologici del momento (smartphone, tablet, le app…) per gestirle.

L’avvocato diventa 2.0 nel momento in cui vive la propria professione nel presente, ma con lo sguardo verso il futuro, lasciandosi alle spalle un metodo di lavoro ormai superato, antiquato, preistorico con il quale è difficile andare avanti al giorno d’oggi perché contrasta inevitabilmente con l’era digitale che sta arrivando (…che è già arrivata).
Questa tipologia di avvocato accetta il cambiamento in atto, anzi, probabilmente è ben lieto che ci sia, e ha deciso di seguire il nuovo corso, di stare al passo con i tempi e di approfittare di quanto il web gli mette a disposizione per facilitare e supportare sé stesso e il proprio lavoro.

Tra queste opportunità rientra anche l’assistenza virtuale.

Quanto può essere d’aiuto un’assistente virtuale ad un avvocato 2.0? Molto.

Se l’avvocato è anche docente o coach può avere lezioni da sbobinare, se fa parte di associazioni può aver bisogno di supporto per organizzare eventi, trascrivere relazioni degli interventi, mantenere la comunicazione con i partecipanti attraverso i social. Può aver bisogno per sé stesso, in quanto professionista, di dover tenere aggiornati i propri profili, pubblicare post, ricercare articoli di un argomento specifico, promuoversi.

Sicuramente un avvocato ha necessità di avere a disposizione un valido aiuto (che viene ancora chiamato “segretaria”, giusto per rimanere in tema di…antichità!) che svolga le mansioni classiche legate all’avvocatura e che richiedono la presenza in loco, questo non preclude tuttavia la possibilità di dare in outsourcing altre attività legate ad incarichi ben precisi che altrimenti rimarrebbero bloccati, incompiuti, nell’attesa che qualcuno se ne occupi. E, con tutta probabilità, nel momento in cui qualcuno deciderà di occuparsene, sarà ormai inutile.

Insomma, per essere (avvocato) 2.0, non serve lavorare con il non plus ultra dei tools tecnologici, ma serve vivere nel terzo millennio, soprattutto con la mentalità.

Ti ritieni 2.0? Stai vivendo con curiosità per il futuro oppure rimpianto per il passato?

Mi piacerebbe leggere la tua opinione nel box

Susanna

Susanna

Assistente Virtuale at Active & Virtual
Dopo una pluriennale esperienza come Executive/Personal Assistant e un licenziamento ho deciso che era arrivato il momento dei grandi cambiamenti: sono diventata Assistente Virtuale, una professione che ho creato su misura per me.
Susanna

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