Sei pronto per lavorare con un’Assistente Virtuale?

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Sei davvero pronto pelavorare con un'assistente virtualer lavorare con una Assistente Virtuale?

E’ una domanda che mi sono posta recentemente dopo essere stata contattata da alcuni potenziali clienti che mi chiedevano maggiori informazioni sulla mia attività e mi sono resa conto che forse non tutti sono così preparati per affrontare un cambiamento così radicale nel modo di lavorare.

Ho capito innanzitutto che questa professione viene considerata un passatempo. Non chiedetemi da dove venga questa idea, forse qui da noi la situazione è tale che pensare di avviare una nuova attività è roba da pazzi, a meno che non la si faccia per impegnare il tempo libero. Quindi, cercare lavoro è un lavoro, crearselo no…quello è un hobby!

Seguendo questa filosofia, è sottinteso che una AV si può “assumere” per mezz’ora, un’ora, per tradurre un paio di email, il pagamento è sicuramente con ritenuta d’acconto e i costi devono forzatamente essere bassi, quasi una “mancia” (senza considerare che queste informazioni sono a disposizione di chiunque ha la pazienza di leggerle, ma soprattutto dicono cose diverse).

Nel momento in cui spieghi che lavori in un altro modo, percepisci anche al telefono il cambiamento di “umore”: dapprima sorpresa, poi sgomento, poi voglia di riappendere subito (“Oddio, questa fa sul serio!!).
Diffido immediatamente di chi, come prima domanda, mi chiede: “Lei sa usare il computer?” . E’ come chiedere ad un medico se sa usare lo stetoscopio.
Quando rispondo che il computer è lo strumento principale del mio lavoro, scopro immancabilmente che è l’interlocutore a non saperlo usare e, probabilmente, sotto sotto si sta ancora chiedendo perché diavolo sostituire la cara vecchia macchina da scrivere e gli amati faldoni con quell’aggeggio infernale.

In questi casi “usare il computer” non significa saper fare presentazioni in Powerpoint o scrivere testi in Word o fare tabelle in Excel o archiviare i documenti nel cloud, macché per quello ci vuole una laurea in informatica! Se sai usare il computer vuol dire che lo sai accendere e sai mandare le email, perché un computer è solo a quello che serve.

Mi è stato richiesto un preventivo per tradurre delle email in lingua inglese (“Lei sa usare il computer anche in inglese?”), l’ho preparato e inviato al potenziale cliente. Dopo qualche giorno, non avendo ricevuto la conferma della lettura della mia email, ho chiamato la persona per sapere se l’avesse ricevuta; alla risposta negativa, gli ho consigliato di controllare negli Spam, perché facilmente poteva essere finita lì. Mi è stato risposto che non c’era motivo per cui la mia email dovesse essere lì, sicuramente non era ancora arrivata per un ritardo. Ho capito dopo un po’ che il mio potenziale cliente non sapeva cosa fossero e soprattutto dove fossero gli Spam, tantomeno aveva interesse a saperlo: l’email non era arrivata e basta. Ho dovuto inviare il preventivo con la PEC (Posta Elettronica Certificata) per avere la certezza di raggiungere la sua casella di posta!

E’ capitato anche di sentirmi leggere le mail da tradurre al telefono, non per una valutazione veloce delle mie capacità di traduzione, ma semplicemente perché serviva la traduzione subito per poter inviare la risposta: nel momento in cui fai presente che il tuo non è un servizio tipo Numero Verde dove chiedere informazioni, ma che lavori con un regolare contratto, allora tutto si ferma e nel silenzio o nelle poche parole che seguono, percepisci proprio l’incredulità dell’interlocutore (“sta sicuramente scherzando…”).

Alla luce di queste esperienze, che potrebbero anche essere ilari se non fosse che dall’altra parte c’è presumibilmente un imprenditore che manda avanti un business, mi è venuto spontaneo fare una riflessione: si dice sempre che il mondo del lavoro, in Italia, è “indietro anni luce” ed è vero ma, pur nell’ipotesi che avanzi un po’ più velocemente del dovuto, quante potrebbero essere le persone veramente capaci di starne al passo?

Tu cosa ne pensi? Hai avuto anche esperienze simili?

Susanna

Susanna

Assistente Virtuale at Active & Virtual
Dopo una pluriennale esperienza come Executive/Personal Assistant e un licenziamento ho deciso che era arrivato il momento dei grandi cambiamenti: sono diventata Assistente Virtuale, una professione che ho creato su misura per me.
Susanna

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