Uscire dalla zona di comfort: che impresa!

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comfortPerchè è così difficile lasciare la propria zona di comfort?

” “Zona di comfort” è uno stato psicologico in cui una persona si sente a proprio agio, conosce perfettamente la situazione, la controlla e di conseguenza non è portata a vivere stati di ansia o stress. In questa modo il livello di prestazioni rimane sempre costante” (fonte Wikipedia).

Molto spesso ricevo telefonate o email da donne o da uomini che vogliono informazioni. In genere, le prime su come diventare Assistenti Virtuali, i secondi su quello che posso fare per aiutarli nel loro business.

Persone diverse in contesti diversi, ma tutte con un minimo comune denominatore: il timore di “buttarsi”, di lanciarsi in qualcosa di nuovo o ancora semi-sconosciuto. Paura di lasciare la loro zona di comfort, appunto.
Non ha importanza se stanno facendo qualcosa che non li soddisfa, che non è quello che vorrebbero: ciò che sta “al di là” è comunque peggio.Zona di comfort

Cosa spaventa chi vorrebbe diventare AV?

Mi chiedono soprattutto un punto di vista “italiano”. Come ho detto più volte, in Italia non esiste ancora così tanta predisposizione verso nuove professioni, soprattutto quelle che non prevedono la presenza dello staff in ufficio (anche se indubbiamente le cose stanno migliorando), quindi trovare clienti non è semplice, ma nemmeno impossibile.
Al di là della ricerca dei clienti però le loro paure riguardano…qualsiasi cosa: paura di non riuscire ad avviare l’attività, di non essere capaci di gestire la parte “digitale”, di aprire la Partire Iva, di non avere nessuno a cui rivolgersi per consigli, suggerimenti.
Avviare l’attività è la cosa più semplice, bastano un PC, una linea internet e tanta fantasia per crearsi il proprio nome e logo. La maggior parte di noi oggi ha un cellulare con il quale naviga in internet, pubblica sui Social, fa acquisti online e tutto questo non è “digitale”? C’è già un’infarinatura, basta ampliarla ed estenderla anche in ambito professionale oltre che personale. Aprire la Partita Iva non è sempre necessario, si può scegliere un diverso regime fiscale, ma dare consigli in tal senso e procedere di conseguenza è compito del commercialista, quindi non è una preoccupazione dell’AV.
Quando una persona mi dice “voglio diventare AV” come prima cosa, sempre, consiglio di seguire il Corso per Assistenti Virtuali, perché lo considero il miglior punto di partenza, quello che permette di avere le basi giuste, un trampolino di lancio. Le loro paure riguardano il non riuscire a seguire le lezioni, cioè non essere in grado di capirle e quindi fare brutta figura.  Grazie a questo corso si può entrare a far parte di una community di colleghe con le quali si possono scambiare notizie, chiedere consigli e supporto: persone che hanno già superato l’ostacolo, lasciato la loro zona di comfort e possono essere un valido aiuto per andare avanti e raggiungere l’obbiettivo. Non si è sicuramente sole nell’universo delle AV!
Le paure le ritengo ingiustificate, inutili, sono solo scuse per procrastinare il momento del “grande passo”: se davvero vuoi cambiare stile di vita, devi essere pronta ad affrontare l’ “ignoto”, che non vuol dire necessariamente problemi, complicazioni, grane, ma indica semplicemente qualcosa che non conosci e che ti potrebbe anche portare grandi soddisfazioni.

Zona di comfort

Cosa spaventa chi vorrebbe lavorare con una AV?

Il costo, principalmente. L’idea di pagare in anticipo qualcuno che non si conosce per qualcosa che non si sa come andrà a finire.
Il non poter gestire una persona perché non è in ufficio e non può essere controllata.
Il doversi fidare di una emerita sconosciuta.
Anche queste sono attenuanti per non agire, visto che si tratta di dubbi facilmente superabili. Per una AV è fondamentale avere una reputazione online solida e verificabile, basta informarsi, come si farebbe quando si decide di cambiare cellulare…si cercano e chiedono recensioni e opinioni!
Riassumendo, le paure hanno un’unica origine: il dover uscire dalla propria zona di comfort, lasciare il certo per l’incerto, il trovarsi in una situazione nuova che non si sa gestire. Senza tenere conto però che tutto questo è momentaneo: una volta studiato e conosciuto, il nuovo ambito smetterà di essere “ignoto”, creando così più opportunità, più possibilità, più occasioni per rendere il proprio stile di vita decisamente, e finalmente, migliore.

Comfort zoneE tu? Hai già lasciato la tua zona di comfort?

Susanna

Susanna

Assistente Virtuale at Active & Virtual
Dopo una pluriennale esperienza come Executive/Personal Assistant e un licenziamento ho deciso che era arrivato il momento dei grandi cambiamenti: sono diventata Assistente Virtuale, una professione che ho creato su misura per me.
Susanna

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