Vuoi lavorare con un’Assistente Virtuale? Non commettere questi errori…

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Assistente Virtuale Se vuoi lavorare con un’Assistente Virtuale, ci sono alcuni errori da evitare…

…così da poter instaurare un rapporto di collaborazione ottimale e reciprocamente proficuo. Forse “errore” è un termine non corretto, sono più che altro sbagli che possono derivare dalla poca conoscenza che si ha di questa professione e, di conseguenza, dal non essere abituati a gestire questo nuovo modo di lavorare.

Ecco alcune “dritte”:

Decidere la lista delle attività. Prima di tutto devi avere ben chiare quali potrebbero essere le attività da delegare. Si possono eseguire un sacco di mansioni da remoto, il web mette a disposizione ogni genere di software, per cui non avere preclusioni su questo. Fai un elenco di ciò che non riesci più a gestire e ti impegna troppo tempo; tutto ciò che non fa parte delle attività strategiche per sviluppare il tuo business, è molto probabile che possa essere delegato ad un’AV. In pratica, è la stessa cosa che si fa (o diciamo che si dovrebbe fare…) in un’azienda all’atto di assumere un dipendente: si prepara la job description. E’ indispensabile dettagliare le attività con la massima chiarezza, soprattutto se esistono tempi di scadenza ben precisi e procedure per eseguirle: tutto ciò eviterà di incorrere in fraintendimenti o confusione.

Non dedicare tempo. E’ indispensabile che ti ritagli del tempo da dedicare alla tua AV. Non pensare che, una volta delegato il lavoro, tutto va da sé. E’ vero che un’AV è una professionista in grado di svolgere le attività in maniera autonoma, ma lo fa per il tuo business. L’ideale sarebbe fissare un “incontro” (grazie Skype!) con cadenza settimanale, magari ad inizio o fine settimana, per fare il punto della situazione. Basta poco tempo per scambiarsi le reciproche informazioni e pianificare le prossime attività: in questo modo ognuno sarà sempre al corrente di ciò che succede, che si ha in programma di fare, ecc.

Non dare feedback. E’ una pessima abitudine quella di non dare un giudizio sul lavoro in esecuzione. L’AV deve sapere se ti ritieni soddisfatto o meno del suo operato, se non lo sei c’è il tempo per intervenire, altrimenti sarà contenta di sapere che ciò che sta facendo è apprezzato e avrà un motivo in più per continuare a farlo bene. Per fare un esempio molto semplice: se tu fossi un mobiliere, ti viene commissionato un mobile particolare, lo fabbrichi con impegno e dedizione, lo consegni al tuo cliente il quale se lo porta via senza commentare. Cosa penseresti? Gli sarà piaciuto? Non gli sarà piaciuto? Ma soprattutto, saresti contento di un simile comportamento?

Capire come “funziona”. L’ho messo per ultimo nella lista ma, in realtà, è l’errore principale. Se non conosci questa professione prenditi qualche minuto per capire di cosa si tratta. Visita il sito internet, leggi i servizi offerti, le tariffe applicate, chi è la persona con la quale andrai potenzialmente a collaborare e che tipo di esperienza ha (utile per capire cosa può fare per te); oppure, se non hai voglia di leggere (gli Italiani e la lettura non fanno copia molto spesso…) telefona e chiedi, “chiedere è lecito, rispondere è cortesia” ed è pure gratuita! Evita di “costruirti” un identikit tutto tuo di chi è l’Assistente Virtuale. Diverse volte sono stata contattata da persone che, dopo aver visto la mia pubblicità e deciso che potevano aver bisogno della mia collaborazione, senza aver visitato e letto il mio sito internet, avevano già stabilito che io lavoro con ritenuta d’acconto, che posso essere “assunta” anche per tradurre una email e, soprattutto, che le mie tariffe sono paragonabili alla “mancia” che si lascia al cameriere. Ho fatto loro un paragone molto italiano: dovendo costruire la loro casa, a chi si rivolgerebbero? Ad un geometra con una certa esperienza e nomea oppure ad un giovane diplomato da un paio d’anni? E se scegliessero il primo, si aspetterebbero che il costo sia lo stesso del giovane diplomato? Come avviene per altre professioni, anche per questa non si paga tanto il lavoro che viene fatto, quanto l’esperienza che permette di farlo. Nel momento in cui la loro tesi è stata “smontata”, alcuni di questi personaggi si sono quasi risentiti del fatto che…io non lavoravo come loro avevano stabilito!

Se decidi di lavorare con un’AV dunque non incappare in questi sbagli e prima di tutto tieni in considerazione che sarà un nuovo modo di lavorare, ma…

P. Coehlo

Fammi sapere cosa ne pensi!

Susanna

Susanna

Assistente Virtuale at Active & Virtual
Dopo una pluriennale esperienza come Executive/Personal Assistant e un licenziamento ho deciso che era arrivato il momento dei grandi cambiamenti: sono diventata Assistente Virtuale, una professione che ho creato su misura per me.
Susanna

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